IL Natale 2006 all’ Ospedale S.Eugenio

martedì, 19 dicembre 2006 Nessun Commento   Pubblicato in solidarietà

AL REPARTO ONCOLOGICO ANCHE ANTONIO GIULIANI E MARCO CONIDI

Da Doni e Defendi un sorriso ai bimbi malati del S.Eugenio.


Epifania 2006 Reparto di Oncologia Pediatrica

venerdì, 13 gennaio 2006 Nessun Commento   Pubblicato in solidarietà

Ecco alcune alcune immagini e la cronaca tratta dal quotidiano “il Romanista” del  13.01.2006


Un giocattolo per natale 2004

sabato, 25 dicembre 2004 Nessun Commento   Pubblicato in solidarietà

Visita giallorossa al Sant’Eugenio per la quarta edizione di “Un giocattolo per Natale” (clicca per ingrandire)

(leggi di seguito il testo integrale dell’articolo o clicca qui per ingrandire)

Regali anche da Samuel: “Quando vedo la felicità negli occhi di
questi bambini mi rendo conto di quali sono i veri problemi della vita”.

Negli occhi ancora la partita grintosa di mercoledì sera contro il Palermo. Per Daniele De Rossi non c’ è neanche il tempo di riprendere fiato ed eccolo correre, insieme a ZottiSamuel, all’ Ospedale Sant’ Eugenio, nel reparto di pediatria e ematologia. I bambini li aspettano sin dalle prime ore della mattina, tutti vestiti con magliette e cappellini giallorossi per far sentire a casa i propri beniamini. L’ occasione era la quarta edizione di Un giocattolo per Natale organizzata dal presidente del Roma Club Eurolimpia (ora Eur Torrino), Enzo Del Poggetto, visibilmente emozionato perché anche quest’ anno il suo amico Giorgio Rossi, mitico massaggiatore della Roma, gli ha regalato tre gioielli giallorossi. «Veramente voleva venire anche Lima – afferma Rossi – ma abbiamo preferito evitare altrimenti avrebbe spaventato tutti i bambini…», risata generale. Quindi Samuel, Zotti e De Rossi si sono dati da fare con la premiazione del Torneo del Fanciullo, insieme all’ assessore allo sport e tempo libero della provincia di Roma, Attilio Bellucci e il presidente della commissione sport del comune, Enzo Foschi. La sfida di calcetto maschile è stata vinta dal reparto di radiologia del Sant’ Eugenio, composta solo da romanisti «orgogliosi di esserlo», come aggiungono in coro. Momenti di ilarità e serenità alternati a punte di commozione molto alte. È soprattutto De Rossi ad uscire dal reparto di ematologia con gli occhi lucidi, colmi di lacrime. Un emozione forte quella che ha vissuto Daniele, considerato da tutti il nuovo fenomeno del calcio italiano, che si è trovato di fronte a bambini che coltivano il suo stesso sogno e lo rivivono grazie a lui. «È una sensazione indescrivibile superare quella porta e vedere questi bambini che aspettano solo te, il loro Babbo Natale, sapere che sei riuscito a farli sorridere, a distrarli almeno per una mattinata». Si ferma un attimo e poi aggiunge: «Quel sorriso era proprio per me, incredibile». Gli occhi sono ancora gonfi e spiega il motivo: «Al di là della forte emozione, ho incontrato il figlio di amici di famiglia, è un bambino che ho visto nascere e crescere e sono certo che ne uscirà alla grande». Si rattrista nuovamente e aggiunge: «Sapete cos’ è che mi dispiace di più? Non avere abbastanza tempo per venire a trovare questi bambini. Se fosse per me lo farei sempre». Dello stesso avviso Carlo Zotti, autore di una bella prestazione mercoledì in coppa Italia, e alla sua terza visita al sant’ Eugenio: «La cosa che mi colpisce più di tutte è il senso della famiglia che si respira qua dentro, tra pazienti, infermieri e tutto il personale, è una sensazione forte che avverti appena entri». Parate importanti ma mai la sicurezza del posto da titolare: «Mi renderebbe felice ma mai quanto quello che ho fatto oggi, il sorriso di un bambino vale la maglia numero uno, che, comunque, spero di avere un giorno».
Fenomeno sul campo di calcio come in quello della solidarietà è Walter Samuel, secondo anno consecutivo a «Un giocattolo per Natale»: «
Abito qui vicino ed è più facile per me venire, mi fa sempre molto piacere essere presente a giornate belle come questa». A fargli conoscere l’ iniziativa è stato Giorgio Rossi: «Appena me l’ ha detto ho accettato entusiasta. Quando vedo gli occhi di questi bambini, la loro gioia nello stare cinque minuti con noi, penso a quanto siamo stupidi certe volte, ce la prendiamo per delle cavolate e invece i problemi veri sono altri». Il suo sogno nel cassetto è quello di poter aiutare la gente argentina: «Ci penso spesso ma ho poco tempo a causa del mio lavoro. Quando smetterò col calcio mi dedicherò molto di più ad aiutare il mio Paese, anche se nel mio piccolo già faccio qualcosa».


Vanessa Leonardi per “La Gazzetta dello Sport” del 19.12.2003